Buonanotte

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BuonaNotte 3’45” | regia Caterina De Mata | 28 Febbraio 2018

Corto vincitore del bando Migrarti 2017

Sinossi | In una periferia italiana, in un condominio fatiscente, vivono inquilini di diverse etnie che, anche se oramai cittadini italiani, conservano con orgoglio le loro tradizioni. Il palazzo, vuoto di giorno, si anima al calare della sera quando tutti i condomini rientrano nelle loro case; il palazzo si illumina e si riempie dei suoni di strumenti musicali di varie parti del mondo. I diversi suoni, sovrapposti l’uno all’altro, creano rumore, rabbia ed inimicizia; è solo quando gli inquilini capiscono che si può suonare insieme in armonia, che dal rumore nasce una splendida ninna nanna per conciliarsi con chi, in un primo momento, li avrebbe voluti cacciare dal palazzo. La differenza tra rumore e musica è l’armonia, ed è solo se c’è armonia che un’orchestra può suonare qualsiasi musica.

Note della regista | Il cortometraggio affronta il tema della convivenza e della integrazione delle comunità residenti in Italia. Il cortometraggio tiene conto delle tematiche culturali italiane con un forte rapporto di equilibrio con quelle delle tre comunità maggiormente presenti nel nostro territorio: la comunità africana, sudamericana e asiatica rappresentate nel corto dai paesi di origine dei personaggi descritti provenienti da Nigeria, Perù e India.
Il corto è costruito volutamente su un doppio luogo comune.
Il primo è il cliché che immagina i cittadini italiani di prima o seconda generazione, fortemente ancorati a tradizioni e abiti del paese dal quale provengono. La sera, lontani da sguardi indiscreti, i personaggi rientrano nelle loro case dove hanno ricostruito un microcosmo che riporta a colori e tradizioni oramai lontane nello spazio e spesso nel tempo. Abbiamo perciò ricreato le stanze così come l’uomo comune può immaginarle: i peruviani indossano il poncho, gli indiani sono santoni stravaganti e gli africani intrattengono i bambini al suono del bongo per farli addormentare.
Il secondo luogo comune riguarda il tema del vicinato, dove spesso piccoli screzi trascendono in litigi e violenza, fisica e verbale. Anche qui abbiamo usato uno dei temi più comuni per far immedesimare lo spettatore nella realtà di tutti i giorni: un piccolo rumore si trasforma in una faida collettiva, dove si scontrano a suon di note gli strumenti musicali tradizionali come voler far primeggiare il proprio strumento (metafora della propria cultura) su quello dell’altro, alzandone il volume.
Così l’italiano, invaso nella sua periferia, nel suo stesso palazzo e addirittura nei suoi sogni, da persone che, sia pure non più straniere perché residenti in Italia da pochi anni o da più generazioni (come evidenziato dall’utilizzo di personaggi di età diversa, dalla giovanissima coppia, agli anziani), sono quanto mai bizzarre perché ancora sconosciute, si trova ad affrontarle faccia a faccia perché svegliato del cuore della notte.
Una faida che termina con una chitarra brandita inizialmente come arma contundente, che diventa poi lo strumento della svolta verso un’armonia ritrovata o ancor meglio una comunione. Al termine del corto i diversi suoni, che sovrapposti l’uno all’altro, creavano rumore, rabbia ed inimicizia, suonati insieme creano l’armonia: dal rumore nasce una splendida ninna nanna, che riesce a scaldare il cuore delle persone e fa ritrovare loro il sonno e la tranquillità perduti.

La musica favorisce la comunicazione, il dialogo, valorizza le identità e le differenze, genera un cambiamento perché quando si crea empatia gli attori e il contesto non sono più gli stessi. Inoltre è forte il potenziale educativo, verso i giovanissimi delle comunità presenti in Italia, dato dalla facilità di attrazione e apprendimento di un cortometraggio di animazione di sole immagini senza il parlato

Buonanotte_Trailer |